Alla vigilia rinnovo elettorale, la confusione regna sovrana

La tragedia di Genova ha sancito, in modo inequivocabile, una distanza ormai drammatica tra istituzioni e cittadini.
L’ondata di fango ha travolto tutto e tutti, scoperchiando un vaso di Pandora che nascondeva al suo interno dubbie politiche territoriali, con tanto cemento colato su poca e fragile terra; molti scandali, ultimi le inchieste su “spese pazze” che hanno coinvolto da sinistra a destra la Regione. Nell’immediata vigilia del rinnovo elettorale, la confusione regna sovrana tra tutte le forze politiche.

Il PD, dominus incontrastato delle vicende locali, sembra ormai più interessato a uno sterile dibattito sulla data delle primarie. Farle ora, o rimandarle? L’ala Burlandiana sta concentrando tutte le sue forze, sul locale e sul nazionale, per anticiparle il più possibile. Ben consapevole che i temporali d’Ottobre si sono scatenati con particolare violenza sulla propria candidata, Raffaella Paita, rappresentante designata di una continuità politica con gli ultimi vent’anni. L’altra ala interna al PD, al contrario, è alla ricerca ormai spasmodica di un competitor credibile. L’ultimo petalo della margherita è quello di Sergio Cofferati, oggi europarlamentare.
Quel che è certo è che ormai la rottura interna è netta, e poco del disastro alluvionale interessa più, al di là delle dichiarazioni di facciata.

Ma la crisi della politica Ligure interessa soprattutto le opposizioni.

Il centro destra è disintegrato, privo di un qualsiasi progetto, politico o meramente elettorale. Ieri NCD ha votato il bilancio con la maggioranza, sancendone il definitivo ingresso. Salvo potersi ritirare, se Burlando non vincesse la sfida delle primarie.
Non interessano programmi, ideali o obiettivi: l’impressione dei Liguri tutti è che si stia giocando, oggi, una partita tutta politica per la salvaguardia o il definitivo accantonamento dei centri di potere che hanno retto nell’ultimo ventennio il territorio tutto, da Sanremo a La Spezia. E la partita, a oggi, non interessa più le opposizioni.

Anche il Movimento 5 stelle, che in questo crescente clima di sfiducia e di proteste sotto i palazzi del potere troverebbe il suo ambiente naturale, stenta a lasciare qualche traccia. Sarà davvero Ferruccio Sansa il candidato governatore pentastellato? Intanto, non sono emerse vere proposte alternative di governo, né tanto meno figure carismatiche locali. Scorrendo, poi, il blog di Beppe Grillo (genovese disinteressato, esclusa la sfortunata apparizione nei giorni post alluvione e Circo Massimo), le tematiche liguri non appaiono certo tra le priorità del movimento.

Insomma, proprio la politica manca oggi disperatamente in Liguria.

Politica intesa nella sua accezione originale: dal greco “πόλις”, elaborazione di una proposta di governo della cosa pubblica. Nell’interesse della cittadinanza.
Il terreno, paradossalmente, non è mai stato così fertile.
Mancano, solo, gli attori.

 

Pubblicato su Liguria24News

 

GENVA - Stampa medievale

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