Il diritto di seppellire come si vuole familiari e amici è di tutti: cittadini e mafiosi.
La volgarità non è reato, il gusto per l’osceno e per il kitsch non sono crimini: neanche per la famiglia dei Catatonica.
La questione vera, gravissima e tremendamente penosa per tutti i cittadini Italiani, è l’esibizione orgogliosa di un clan alla luce del sole e in beffa allo Stato, con tutti i suoi espliciti codici mafiosi e la contemporanea ammissione di debolezza delle istituzioni.

Nessuno sapeva: il monitoraggio del territorio (ai tempi di Mafia capitale) non è semplicemente fallace, ma inesistente. Era morto il “re di Roma”.

Le istituzioni neanche sapevano che esistesse. O facevano finta di non saperlo, fatto ancor più inquietante.

Il corsivo, su Formiche (22/08/2015).

Roma, funerali di Vittorio Casamonica

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