Oggi è mancata una persona a me cara.
Un libraio, orgoglioso del suo lavoro e del tempo passato tra i suoi libri.
Gli occhi che brillavano, fiero di offrire molto consigliando un libro, impacchettando cultura e sapere per il prossimo.
Non ci siamo mai frequentati, fuori dalla libreria: ma mai è mancato un saluto, una battuta o una pacca sulla spalla. Abitavamo vicini, e spesso ci trovavamo a tornare insieme a casa, in serata.
Da sempre, sin da quando avevo qualche soldo da spendere, andavo da lui a comprare i miei libri e a fare i regali di natale. Così, tra una chiacchierata e l’altra, passavamo volentieri il nostro tempo a pensare e a raccontarci i nostri migliori libri dell’anno.
Sapere che non lo troverò più, dove l’ho sempre trovato, mi riempie di tristezza.

A un giorno dal 2016, penso molto ingenuamente che il modo migliore per ricordarlo sarebbe tracciare un bilancio dei miei, personali, migliori libri del 2015 dandolo al prossimo. Come avrebbe fatto lui.

Certamente, la mia non è una critica letteraria e sono solo i miei 10 preferiti: non ho certo letto tutte le uscite, e i miei gusti possono risultare banali o arzigogolati, a seconda del lettore.

Eccoli, comunque:

– “Il cuore dell’uomo” di Jon Kalman Stefansson.
Rivelazione straordinaria. Romanzo potentissimo. “Bisogna vivere come le stelle, per vincere la morte”. Il potere della parola e dell’animo umano, che illuminano gli abissi dell’esistenza.

– “Dictator” di Robert Harris.
Terzo libro della biografia di Cicerone, scritta da Harris con gli occhi di Tirone, segretario del più grande oratore dell’epoca classica. Libro ricco e attualissimo: capire la tarda repubblica romana, aiuta a comprendere meglio l’epoca e la politica attuale.

– “I miei piccoli dispiaceri” di Miriam Toews.
Un’esplosione di comicità, intelligenza, cuore e sofferenza. In due parole, una famiglia.

– “Io, Gesù” di Robert Graves.
Un romanzo complesso e straordinario, ripubblicato in Italia dopo il 1983. Il ritratto di Gesù non come dio, ma come uomo non privo di difetti e schiacciato da un destino atroce. Torna in Italia Graves, dopo lo straordinario “Io, Claudio”: forse uno dei miei romanzi preferiti, e assolutamente imperdibile per chiunque appassionato di romanzi storici.

– “Augustus” di John Williams.
Un capolavoro, dall’autore di “Stoner” e “Nulla, oltre la notte”. Tra i migliori autori del ‘900. Il ritratto dell’Imperatore Augusto, pubblicato in Italia solo quest’anno a un anno dal bimillenario della morte di una delle figure forse più influente della storia occidentale e mondiale.

– “Il cartello” di Don Winslow.
Torna, dopo “il potere del cane” la guerra sanguinaria al narcotraffico in tutta la potenza epica.

– “Uomini senza donna” di Haruki Murakami.
Il filo che lega tutti i racconti sta nell’explicit: “a volte perdere una donna significa perderle tutte. Così diventiamo uomini senza donne.”

– “Sette brevi lezioni di fisica”, di Carlo Rovelli.
La rivelazione letteraria dell’anno. Un pamphlet, che porta la fisica e relatività einsteiniana nella casa di tutti. Semplice e leggerissimo.

“Ordine mondiale” di Henry Kissinger.
A 91 anni, Kissinger rimane un guru della geopolitica. Con una lucidità impressionante, traccia i possibili scenari mondiali del futuro: dall’Ucraina alla crisi mediorentiale, alla decadenza degli Stati Uniti e dell’Europa.

– “La notte di Roma” di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini.
Seguito di Suburra, recentissimo. Affresco noir della Roma (o Mafia) capitale del 2015. Peggiore, come romanzo, di Suburra: sembra tuttavia in modo incredibilmente inquietante di leggere tra le righe dei quotidiani, nel mondo di mezzo.

– “Chiedi alla Polvere” di John Fante.
Unica non uscita del 2015, quindi fuori classifica. Il mio romanzo preferito, forse. L’ho voluto leggere quest’anno, all’apice della crisi siriana ed europea dei migranti. Racconta la storia che potrebbe essere di ogni italiano. Arturo Bandini, italiano emigrato in America a inizio ‘900, alle prese col pregiudizio dei locali verso gli italiani si difende col pregiudizio, nei confronti dei sudamericani. Una storia, straordinaria e divertente, dell’animo umano, di amore, speranza, vittoria e sconfitta. Unico.

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