Centro città: viabilità in tilt, posteggi spariti, cantieri infiniti. E le motivazioni sono tutte politiche.

Pubblicato sull’edizione odierna de “Il Giornale”.

La viabilità del centro cittadino è al collasso. Dopo la definitiva chiusura di Piazza Verdi la sua stretta via laterale, Via Don Minzoni, si è trasformata in una coda senza soluzione di continuità e in un concerto continuo di clacson. Il centro città è in Tilt.

L’impressione comune, tuttavia, è che il peggio non sia tanto la situazione attuale, ma la mancanza assoluta di una strategia anche di medio periodo sulla viabilità. Chi vive il centro città ha già sofferto disagi notevolissimi dall’inizio di questa commedia, dai contorni incredibilmente tragici: può ancora soffrire una settimana, un mese o un anno in più. Non l’infinito. Non la mancanza di una sola strategia.

La situazione attuale trova la sua genesi dalle scelte che si sono accavallate in capo all’amministrazione da quando è cominciata l’odissea di Piazza Verdi, che ha intanto messo in ginocchio ogni cittadino e parte del commercio del centro. Si è andati a tentoni, di giornata in giornata, spesso peggiorando l’esistente.

Per primo, la scelta di aprire contemporaneamente i cantieri di Piazza Verdi e Piazza Europa. Con l’ultima cantierizzata ma ferma, per più di un anno. Posteggi spariti, le Piazze che da centrali e vissute, si sono svuotate. Per i piccoli commercianti un colpo da knock out, vista la contemporanea inaugurazione del centro commerciale “Le Terrazze”.

Coi  posteggi per residenti e non mangiati dai cantieri, si è quindi strappata alla pedonalizzazione Viale Mazzini, storico giardino della città. Annunciata come soluzione del tutto temporanea non si accenna neppure, naturalmente, alla sua liberazione. Via Chiodo, chiusa ai posteggi, è stata trasformata in un lungo parcheggio. Col finto slogan della pedonalizzazione di Piazza Verdi, si sono vomitate le auto nelle due vie storicamente più belle ed eleganti delle città: i salotti di Viale Mazzini e Via Chiodo.

Nel frattempo, il 2016 si è aperto con la beffa del pass residenti raddoppiato: da 10 a 20€ per la prima auto, ben 70€ per la seconda. La Spezia rimane intanto, e ancora di più oggi, una delle città in Italia con la proporzione posteggi per residente più bassa in assoluto.

E l’odissea di Piazza Verdi continua: infinita, assumendo ogni giorno che passa sempre più le tinte del grottesco. Da un costo iniziale previsto di 2 milioni e 200mila euro, siamo già oggi a oltre 3 milioni e mezzo. Il travertino, su cui da progetto avrebbero dovuto passare i bus, è durato undici giorni. Undici giorni. Proprio quella corsia destinata ai bus in travertino, già sfibrata, spaccata e in parte sprofondata, che non differisce da quella dei pedoni, alla faccia della pedonalizzazione e della sicurezza. Oggi, su richiesta di cittadinanza e autisti, sono state posizionate transenne temporanee in metallo. Domani, chissà. Su quella Piazza e su quelle strade affacciano ogni giorno duemila ragazzi di scuole materne, elementari, medie e superiori. Con relativo, pesante, necessario indotto per la viabilità in termini di trasporto pubblico e privato.

Teoricamente, Via Chiodo sarebbe già chiusa al traffico. Da direttrici centrali per la città (che la tagliano idealmente, dall’arsenale ai monti), Piazza Verdi e Via chiodo si sono chiuse: la prima a tutti, la seconda ai non residenti. L’unica arteria utile a collegare levante e ponente cittadino rimasta sarebbe Viale Italia. Con le conseguenze facilmente immaginabili. E Via Chiodo e Don Minzoni, teoricamente chiuse al traffico, scoppiano e ribollono.

L’impressione di tutti è che un’amministrazione seria, prima di chiudere i progetti e, tanto più, aprire cantieri e lavori, avrebbe dovuto richiedere specifici studi in termini di flusso di traffico, pericolosità di corsie destinate al trasporto pubblico, qualità dei materiali usati, conseguenze di uno stravolgimento viario e urbanistico unico, nella storia della città. Non è stato fatto nulla di tutto ciò. L’approssimazione è ricaduta, ricade e ricadrà interamente sulle spalle dei cittadini.

Non sono intanto previste modifiche al progetto, passi indietro o concertazioni con una cittadinanza sempre più in ginocchio. Le motivazioni, sono tutte politiche.

Oggi il Pd locale è diviso in due fronti, che si sfidano per il prossimo congresso che eleggerà a brevissimo segretario provinciale e, ormai tra un anno, candidato Sindaco della città. Da una parte, i Paitiani tra cui spiccano Sindaco Massimo Federici e assessore a viabilità e lavori pubblici, Corrado Mori. Simboli, del progetto Piazza Verdi. Dall’altra parte la sinistra Pd, che ruota intorno al centro gravitazionale del Ministro Orlando.  Mori e Federici, dopo averci messo la faccia sul progetto contro tutto e tutti, non possono permettersi un passo indietro di alcun tipo. Non arretreranno di un millimetro potendo uscire dall’impasse, politicamente, solo con la realizzazione definitiva della Piazza. La sinistra, invece, ha tutto l’interesse a non cercare lo scontro e lasciare l’altra parte, che si identifica col progetto, a schiantarsi da sola. Logorandosi. Così, nelle infinite discussioni interne del Pd, la questione Piazza Verdi e viabilità del centro cittadino non è che accennata. Hanno tutti interesse ad evitarla. Le priorità sono altre. Le conseguenze, tutte sulle spalle dei cittadini.

Il Giornale 19.01

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