Il concetto di “integrazione” è uno dei più grandi disastri della società occidentale degli ultimi anni.

Non c’è nulla da “integrare”, nelle culture altrui. Che l’uno o l’altro rinunci a parte di sé per integrarsi, è già sinonimo e sintomo di diffidenza, superiorità o inferiorità di uno verso l’altro.
Esiste il rispetto, dell’altro. Non l’integrazione.

Le grandi società multiculturali, le grandi città del mondo, si sono costruite e si sono rafforzate rispettando l’altro e rispettando sè stessi, non integrando. Pensate alla grandezza di Roma, che ha cominciato il suo decadimento proprio con le persecuzioni e le censure. Pensate a quando e come gli Stati Uniti sono diventati grandi. Pensate a Londra, a New York, al melting pot che le ha rese capitali del mondo.

La censura, di per sè atto ignobile, è tanto più grave quando riguarda sè stessi. Annulla il proprio io e umilia la propria storia. Rinfocolando estremismi, integralismi e xenofobismi. Che altro non sono che le reazioni più viscerali, istintive e ancestrali dell’uomo, per difendere la propria identità. Crea ghetti, minoranze, intolleranze: alla faccia dell’integrazione che non integra nessuno. E disintegra, moltissimo.

Raccontatela a qualcun altro la favola dell’integrazione. Io non ci credo.

 

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2 comments

  1. Il concetto del “melting pot” mi ricorda quello del “libero mercato”. Sono entrambi delle assurdità in contrasto aperto con la più semplice delle osservazioni… eppure restano… sono accattivanti ! Vai a San Francisco e trovi Chinatown, Little italy, the gay areas… altro che “melting pot”! Ed il libero mercato? Dove mai esisterebbe?

    1. Per come la vedo io, quelle aree fanno proprio parte del tessuto urbano e del melting pot. Perchè dobbiamo avere l’arroganza di voler integrare l’altro? Diamo un blue jeans, un lavoro occidentale e via, è integrato? Magari nascondendoci dietro al dito di rinunciare a tradizioni della nostra cultura popolare, chiedendo però a lui di rinunciare totalmente alla sua. No, non ci credo. Ogni uomo che si sposta porta con sè una storia e una cultura che ha radici nei secoli. Rispettiamola, le società cambiano nel tempo e grazie anche a questi spostamenti. Ma anticipare questi cambiamenti dando una sforbiciata qua e là no, non è la strada corretta. Per nessuno.

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