25 aprile 2016.

Sul bus che mi porta da Fiumicino al centro di Roma incontro un americano, di Philadelphia.
Ha 25 anni, è qui perchè ama sinceramente l’Italia e vuole imparare a cucinare per realizzare il suo sogno: aprire un ristorante a New York. Sembra un clichè: ma dove imparare a cucinare se non a Roma, Napoli e Bologna?
Ero molto orgoglioso di essere italiano, in quel momento: certo parliamo di cibo, ma siamo talmente ammirati per questo aspetto della nostra cultura che qualcuno ci raggiunge solo per osservare, imparare ed esportare un pizzico d’Italia. Bellissimo.

Parlando, mi chiede perchè festeggiamo il 25 Aprile.
Gli rispondo che è la festa della liberazione dal nazifascismo: che anche e soprattutto grazie agli USA e alle forze alleate sono stati ristabiliti nel nostro paese valori fondanti come libertà e democrazia. Non possiamo non festeggiare: il nostro stesso stato, si fonda su quella data e sulla memoria di quanto significhi.

“Yes, but you’ve lost the war”!
Non capiva: mi chiedeva come un popolo può festeggiare una sconfitta. Pur parlando del fascismo con orrore (vota Sanders, tra l’altro, ed è orripilato da Trump) non capiva come gli italiani potessero seguire fin nell’abisso un leader e abbandonarlo poi, nel giro di pochi anni o addirittura mesi o giorni.
Mi ha spiegato come questi dubbi fossero di ogni suo connazionale, quando parlano della seconda guerra mondiale. Del resto, per spiegare un tradimento improvviso e imprevedibile gli anglosassoni hanno dovuto coniare ex novo un verbo: “to badogliate”. Non esisteva nella loro cultura questo concetto, prima che gli italiani glielo insegnassero nella scia finale della seconda guerra mondiale.
Ho rispiegato, ne abbiamo discusso.

Mi ha chiesto se lo stesso numero di italiani che ha festeggiato il 25 aprile avrebbe festeggiato lo stesso, se quel giorno la loro patria avesse vinto la guerra con Mussolini.
Ero in difficoltà.
Forse, quel ragazzotto di Philadelphia conosceva un aspetto degli italiani meglio di me.

25 aprile 1945 a Livorno, liberazione

25 aprile 1945 a Livorno, liberazione

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