La viabilità del centro cittadino è al collasso.

Il caso di Piazza Verdi ha scoperchiato un pozzo senza fondo, in cui l’ultima trovata dell’amministrazione è stata la rivoluzione della viabilità di viale Italia. Solo ultimo anello di una catena che ha strozzato residenti e l’intero tessuto commerciale del centro cittadino, vivo fino a tre anni fa ed oggi moribondo. Piazza Verdi chiusa, Piazza Europa sigillata, via Tolone chiusa, via XX Settembre soffocata, viale Italia in tilt, cantieri aperti di cui non si vede la fine. L’amministrazione è riuscita a mettere d’accordo tutti: residenti, anziani, automobilisti, utenti e autisti del trasporto pubblico, categorie professionali, commercianti, lavoratori dipendenti.

Un plebiscito al contrario. Durissima Confesercenti: “Il Comune non si è confrontato con nessuno. C’è un deficit di programmazione, quando servirebbe un disegno organico”. Sulla stessa linea Confcommercio: “O non vi è programmazione e visione di insieme, o pare davvero che vi sia un disegno per indebolire il commercio cittadino o quel poco che ormai riesce a sopravvivere.” L’impressione comune, difatti, è che il peggio non sia tanto la situazione attuale, ma la mancanza assoluta di una strategia anche di medio periodo.

Chi vive il centro città ha già sofferto disagi notevolissimi dall’inizio di questa commedia dai contorni incredibilmente tragici: ma l’aspetto peggiore rimane la precarietà. Si è sempre e soltanto andati a tentoni, di giornata in giornata, peggiorando con costanza e regolarità l’esistente. Per primo, la scelta di aprire contemporaneamente i cantieri di Piazza Verdi e Piazza Europa. Con l’ultima cantierizzata ma ferma per più di un anno. Posteggi spariti, le piazze che da centrali e vissute si sono svuotate. Per i piccoli commercianti un colpo da knock out, vista la contemporanea inaugurazione del centro commerciale “Le Terrazze”. Coi posteggi mangiati dai cantieri, si è quindi strappata alla pedonalizzazione viale Mazzini, storico giardino della città. Annunciata come soluzione del tutto temporanea non si accenna neppure, naturalmente, alla sua liberazione.

Il temporaneo si rivela definitivo, e così i venti giorni annunciati per la nuova, tragica viabilità di viale Italia preoccupano tutti. Non c’è difatti un solo atto pubblico che avvalori queste parole, lanciate per ora al vento o a qualche giornale. Via Chiodo si è trasformata in un lungo parcheggio. Col finto slogan della pedonalizzazione di Piazza Verdi, si sono vomitate le auto nelle due vie storicamente più belle ed eleganti delle città: i salotti di viale Mazzini e via Chiodo. E l’odissea di Piazza Verdi continua: assumendo ogni giorno che passa sempre più le tinte del grottesco, i costi lievitati e in lievitazione continua.

Oggi finalmente si sostituisce il travertino. Quel travertino, su cui da progetto avrebbero dovuto passare i bus e che è durato una settimana. Una settimana! Ma il cocktail di arroganza e isolamento dal mondo che ha guidato fino ad oggi l’amministrazione ha sempre negato che fosse il materiale, la causa dello sbriciolamento. Oggi l’annuncio: dietrofront, verrà cambiato: ma non perché inadatto, per accelerare i tempi. Insomma, dopo tre anni di sequestro della piazza, la giunta rinuncia a un progetto che rappresenterà la città per i prossimi cinquant’anni, per guadagnare venti giorni. E quindi nuova rivoluzione, per sostituire i materiali di una Piazza neppure finita ma già disintegrata: dirottati i bus su viale Italia, impedendo alle auto la svolta a destra da via XX Settembre. E il caos. Le auto costrette nell’imbuto di via Micca hanno creato un ingorgo infinito, bloccando quindi Bus come mezzi di soccorso. I poliziotti in moto passano per i marciapiedi. I passeggeri dei bus sono sfiniti e sfibrati da decine di minuti nella calca e sotto il sole, senza poter scendere. Chi vive al Torretto è isolato. Le scuole per fortuna sono chiuse.

Il centro vive il paradosso di essere isolato dal resto della città, ma soffocato dallo smog, dai cantieri e dalla sporcizia. L’impressione di tutti è che un’amministrazione seria, prima di chiudere i progetti e, tanto più, aprire cantieri e lavori, avrebbe richiesto specifici studi in termini di flusso di traffico, pericolosità di corsie destinate al trasporto pubblico, qualità dei materiali usati, conseguenze di uno stravolgimento viario e urbanistico unico nella storia della città. Non è stato fatto nulla di tutto ciò. Intanto, la giunta che ha in mano il potere cittadino preferisce ormai da mesi pensare a discussioni interne di apparato, posizionamento e potere. La questione Piazza Verdi e viabilità del centro cittadino non è che accennata, lasciata alle idee allo sbando di un assessore privo di una strategia di lungo periodo. Le priorità sono altre. Le conseguenze, tutte sulle spalle dei cittadini.

Pubblicato nell’edizione di oggi de “Il Giornale”

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