Tra meno di un anno il comune della Spezia andrà al voto. Regista del progetto di conquista da parte del centrodestra, fino a pochi anni fa letteralmente impensabile, non può che essere Giacomo Giampedrone: uomo forte della giunta ligure di Giovanni Toti e indiscusso protagonista della politica locale.

A Spezia il centrodestra può vincere?

“Sì, senza dubbio. Spezia ha bisogno di un progetto serio e credibile, per rialzarsi dopo anni di immobilismo. La città rappresenta un cardine per lo sviluppo dell’intera regione: non può rimanere indietro. Anche per questo ho proposto al Presidente Toti di indire l’ultima giunta prima della pausa estiva proprio a Spezia, focalizzando qui l’attenzione di tutti gli assessorati.”

Chi sarà il candidato sindaco?

“Presto per dirlo. Non è tatticismo, ma pensiamo prima alla costruzione di un programma credibile e di una coalizione che sappia proporlo con serietà ai cittadini. Lasciamo gli altri a litigare su nomi o logiche interne di correnti, apparato e potere. A noi non interessano.”

Il modello Toti è riproponibile? 

“Sì. Abbiamo vinto a Savona, dove la rimonta sembrava impossibile. Ora dovremo essere capaci di interpretare il contesto politico del prossimo anno, in evoluzione sempre più frenetica. Intanto cominciamo a lavorare nel territorio, pensando già all’idea di città che abbiamo per il futuro e strutturando la base politica. In quest’ottica anche la prossima campagna per il no al referendum costituzionale sarà centrale.”

Il suo sarà un impegno a tutto campo? 

“Certamente. Ci baseremo sui contenuti: è una riforma pessima e dannosa, e lo spiegheremo agli italiani e agli spezzini. Ma la campagna rappresenterà una scelta di campo ben precisa: del resto non sono stato certo io a personalizzare il referendum, ma il premier Renzi. Noi saremo compatti, mentre nel Pd osservo che si stanno già formando comitati per il No.”

Mancava solo il referendum, a dividerli.

“Il Pd vive in Liguria una spaccatura drammatica, figlia di lacerazioni che scavano radici negli anni. A Spezia lo strappo è ancora più profondo, e si ripercuote giorno dopo giorno sull’azione amministrativa.”

Teme i Cinque Stelle?

“Ignorare una forza ormai consolidata a livello nazionale sarebbe politicamente un errore. Ma il  punto è un altro. Se il centrodestra è capace di offrire una proposta di governo seria ai cittadini è vincente. Lo dice l’intera storia recente, a cui non sfuggono neppure le recenti amministrative. Anche in Liguria. Lo sarà anche a Spezia.”

Su cosa si deve concentrare il centrodestra spezzino? 

“La vera rivoluzione è investire sulle opere minori, facendo funzionare quello che già c’è. Camminando a Spezia si scopre una città sporca, male organizzata, costosa per i cittadini, disseminata di cantieri diventati ormai problemi cronici. Manca una programmazione seria e una visione di prospettiva: si vive alla giornata e se il sindaco o l’assessore di turno sbagliano, i loro compagni di giunta o di partito se la ridono perché magari della corrente opposta. Così non si va da nessuna parte, o meglio si va a sbattere: come ha fatto la Paita lo scorso anno alle regionali.”

Sulla cultura?

“Abbiamo il più bel palcoscenico del mondo, e riusciamo a darlo in mano soltanto agli Arci senza gara. Si rende conto del livello? Bisogna fare molto di più, ricercando una visione di più alto profilo, internazionale.”

In questi giorni la città è soffocata dai rifiuti, sembra che il porta a porta non decolli.

“È materia del mio assessorato che ha compiti di programmazione generale, ma non ho mai parlato col comune. Sembra che a Spezia come a Sarzana soffrano della “sindrome paitiana”: non dialogano con le altre istituzioni, che pensano ad occupare e sfruttare unicamente per scopi politici e interessi di bottega. Basta rileggere le stesse dichiarazioni degli esponenti Pd negli ultimi mesi: se lo rimproverano loro stessi, pubblicamente. Noi abbiamo un’altra idea.”

Quale?

“Le istituzioni devono collaborare, guardando se possibile a un’idea di sviluppo coerente tra loro. I cittadini non hanno nessun interesse alle beghe di partito quando la città soffoca nella sporcizia, nei cantieri o si svuota di negozi ed esercizi commerciali. L’idea che muove il nostro progetto politico è sfruttare tutte le potenzialità di un territorio. E le energie e le potenzialità di Spezia sono tante, sono tantissime. Noi vogliamo liberarle.”

 

Pubblicato nell’edizione odierna de “Il Giornale”

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