E un messaggio a Forcieri: “Ora si faccia da parte”

 

I suoi sostenitori ne tessono le lodi di una donna forte, determinata, coraggiosa. I suoi detrattori ne riconoscono gli stessi tratti, ma interpretandoli con le sfumature di cinismo, freddezza, ambizione. Raffaella Paita stessa riconosce i primi, pur comprendendo i secondi: “Una donna deve avere il diritto di essere ambiziosa. Se con la mia esperienza avrò smosso di un millimetro la cultura sociale del mio territorio in questa direzione, avrò già fatto molto.” Di lei si è scritto e parlato molto, quel che è certo è che uno dei protagonisti assoluti della politica ligure.

Spezzina, già candidata alla Presidenza della regione Liguria, è stata prima accusata e poi assolta in formula piena dall’accusa di omicidio e disastro colposo, per i fatti avvenuti durante l’alluvione dell’ottobre 2014 quando era assessore regionale. “Un incubo”. E che sia stato un incubo per lei davvero si nota, quando comincia a raccontare i dettagli di quella notte. I suoi occhi e le sue parole ripercorrono un film che comincia da quelle ore tragiche, continuando con le primarie infuocate ma vinte contro Sergio Cofferati e la sconfitta con Giovanni Toti. E ancora il suo ruolo da capogruppo in regione, le parole e le accuse, violente: “ferite laceranti, tanto più quando da persone vicine e da dentro al mio partito”. Fino all’assoluzione. Come se finalmente si fosse chiusa una pagina, affrontata con la solita tenacia e coraggio ma che ha preso molto, forse troppo.

Tra un anno la chiameremo onorevole, dopo le politiche?

“Non ci ho ancora pensato. Comincerò ora, a pensare al futuro”.

Sindaco della Spezia?

“Era il mio sogno da bambina, ho cominciato a far politica per questo. Ora penso in tutta franchezza che una mia candidatura, anche solo una sua possibilità, possa dividere il mio partito. E abbiamo bisogno di tutto, meno che di ulteriori divisioni.”

Non crede che una candidatura come quella di Corrado Mori, a lei vicina, possa produrre gli stessi effetti?

“Un sindaco deve essere intelligente, pragmatico, avere visione sul futuro. Tutte capacità che ha Corrado Mori. Inutile nascondere che oggi il nostro partito sia diviso nel territorio: ma credo che proprio Mori possa interpretare una sintesi comune, non solo di una parte. Ha straordinarie capacità di tessitore e di sintesi.”

Non che le abbia mostrate, nel caso di Piazza Verdi.

“Quando la Piazza sarà finita, gli spezzini gli daranno ragione. A lui come a Federici, del resto: due grandi amministratori che hanno rivoluzionato in positivo la città. Quando glielo riconosceremo anche dentro al PD, sapremo affrontare positivamente le elezioni.”

Pensa che sia una partita aperta?

“Sì, non nascondiamo la testa sotto la sabbia. Il tripolarismo è ormai un fatto, il ballottaggio quasi sicuro. Se non riusciremo a fare una sintesi, saremo travolti dal populismo a cinque stelle e dal pragmatismo del centrodestra. Non possiamo permettercelo.”

C’è chi dice che ci sia la sua regia, nella recentissima nomina di Carla Roncallo alla Presidenza dell’autorità portuale.

“La decisione è del Ministro, in fatto e in diritto. La Roncallo è persona intelligente e capace, già massimo dirigente regionale in tema di infrastrutture e porti. Non posso dire che sia un nome a me sgradito, ma da quel che so neppure al mio successore all’assessorato alle infrastrutture Giacomo Giampedrone, che ne ha saputo apprezzare la professionalità e l’impegno. Uno dei pochi punti che abbiamo in comune”.

Pensa che Lorenzo Forcieri si candiderà a sindaco?

 “Guardi, Forcieri ha paventato l’ipotesi di candidarsi a sindaco più volte, sfruttandola poi all’interno del partito per garantirsi poi altri incarichi. Senatore, Sottosegretario, Presidente dell’autorità portuale. Glielo dirò apertamente: è un gioco che non può riproporre ancora. I fatti dicono che nella sua vita politica abbia ricoperto molti incarichi: credo che possa ritenersi soddisfatto.”

C’è chi sussurra della possibilità di una candidatura anche fuori dal Pd, sul modello di De Magistris a Napoli…

“O di Cofferati e Pastorino a Genova?” Chiede, ridendo.

Pubblicato nell’edizione odierna de “Il Giornale”

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