da New York e Las Vegas, Nevada

 

“Ho 27 anni, sono donna, laureata, i miei genitori sono immigrati e ho votato Trump. Mi fanno ridere quei sapientoni che da dietro lo schermo di un computer hanno sezionato il mio paese, proclamando verità incrollabili come che le donne, gli immigrati di seconda generazione o i giovani votassero Hillary.
Non sono razzista, bigotta, ignorante, misogina o maschilista. Sono nata liberal, crescendo in un piccolo paese del New Hampshire. Ho studiato accumulando un debito incredibile che estinguerò tra 10 anni. Studiavo di giorno, lavoravo la notte in una bakery servendo donuts e cookies, scoprendo cos’è l’America per davvero.

Manhattan Bridge, New York

Come ogni americano credo nell’indipendenza, in uno stato non invasivo, nella libertà individuale e nell’uguaglianza di accesso alle opportunità. E Donald Trump ha detto tutto questo.
Quando mai è stato razzista? Parlare di controllo dell’immigrazione è razzista? Io credo che lo sia di più l’anarchia e l’ipocrisia.
Ho votato Obama, 4 e 8 anni fa. Oggi mi ritrovo con meno soldi, col potere d’acquisto del mio stipendio che è crollato, il mio paese che ha perso la leadership nel mondo e naviga a vista. Perché avrei dovuto votare Hillary, che è solo la bruttissima copia di un Presidente che ha fallito?”.

 

 

 

Mc Carran International Airport, Las Vegas

Mc Carran International Airport, Las Vegas

“Las Vegas non è il paradiso che tutti pensano e sognano. Dietro le luci, il gioco e lo spettacolo c’è tanto lavoro e fatica. Siamo in 11 in famiglia. Lavoriamo tutti nelle grandi catene alberghiere: io che vendo souvenir all’aeroporto sono l’eccezione, e forse la più fortunata. C’è chi lava i piatti e chi pulisce le camere, mia sorella che è bellissima lavora la notte in uno strip club, anche se i miei genitori pensano che faccia semplicemente la barista. Guadagna più di tutti noi messi insieme, e nasconde i soldi per la vergogna di dire la verità a mamma e papà.
Abbiamo tutti votato Trump, tranne lei.
L’immigrazione incontrollata è un problema serio e molto sentito, qui a Vegas: toglie lavoro, crea criminalità, abbassa i nostri stipendi creando una concorrenza sleale soprattutto nei confronti dei lavori più umili come i nostri.
Credo francamente che le nostre condizioni di vita possano migliorare, se Trump sarà deciso come Presidente come lo è stato in campagna elettorale.
Certo, sarebbe stato un sogno avere alla Casa Bianca la prima donna, dopo il primo nero. E l’America si è costruita anche sui sogni. Ma ora abbiamo bisogno di altro”.

 

 

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