La lunga notte elettorale di New York

da New York

New York si riscopre capitale politica a stelle e strisce, nella notte che consegna al mondo e alla storia Donald J. Trump come 45° Presidente degli Stati Uniti d’America.

È rarissimo che due candidati vivano la notte delle elezioni nello stesso stato: quest’anno sono separati da pochi metri della 5th avenue. Donald Trump è naturalmente nel cuore del suo impero, la Trump Tower. Hillary Clinton si è rifugiata al Peninsula, di fronte al rivale e hotel tra i più lussuosi della città, dove ha vissuto l’incubo del suo spoglio.

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L’ultimo comizio di Donald J. Trump

L’ultimo comizio di Donald J. Trump

Da Manchester, New Hampshire.

Donald Trump torna sul luogo del delitto: il New Hampshire è lo stato della sua prima vittoria alle primarie repubblicane, che l’ha lanciato clamorosamente verso la candidatura alla Casa Bianca. Lo fa, coerentemente col personaggio, in grande stile. L’atmosfera che circonda la Southern New Hampshire University Arena ricorda più un grande concerto di una rockstar, che una campagna presidenziale. L’atmosfera è elettrica, l’attesa spasmodica. L’arena è una bomboniera, coi quindicimila sostenitori di The Donald raccolti in un tripudio di cartelloni, bandiere, stelle e strisce.

Breaking News Internazionale Mondo USA 2016
Perché Verdini è parte politica della maggioranza

Perché Verdini è parte politica della maggioranza

L’Italia ha finalmente una sua legge sulle unioni civili.
Nello stesso giorno in cui il Senato approva la riforma il gruppo di Verdini, ALA, vota per la prima volta la fiducia al governo Renzi. I numeri, brutali, raccontano come la maggioranza assoluta al Senato si misuri in 161 voti: e sulle unioni civili, coi 18 verdiniani, si è raggiunta quota 171.

C’è chi, a sinistra nel Pd, prova a spiegare come questi ultimi fossero soltanto “voti aggiuntivi”. È evidente che non sia così. Senza questi voti, i grillini non sarebbero saliti sull’Aventino: altrimenti attirati dall’occasione clamorosa di far cadere il governo, che non avrebbe avuto i numeri.

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Il caso polacco che mette a nudo l'Europa

Il caso polacco che mette a nudo l’Europa

Dopo diversi avvertimenti informali rivolti a Varsavia, la Commissione europea ha avviato una procedura d’indagine contro il governo Polacco di estrema destra, eletto l’ottobre scorso.
Gli oppositori di Jarosław Kaczyński, capo del partito Diritto e Giustizia (PiS) che esprime la prima ministra Beata Szydło, accusano il governo di voler cancellare indipendenza della magistratura e libertà di espressione.

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La debolezza delle istituzioni, ai tempi di Mafia Capitale

Il diritto di seppellire come si vuole familiari e amici è di tutti: cittadini e mafiosi.
La volgarità non è reato, il gusto per l’osceno e per il kitsch non sono crimini: neanche per la famiglia dei Catatonica.
La questione vera, gravissima e tremendamente penosa per tutti i cittadini Italiani, è l’esibizione orgogliosa di un clan alla luce del sole e in beffa allo Stato, con tutti i suoi espliciti codici mafiosi e la contemporanea ammissione di debolezza delle istituzioni.

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Da Genova, guardando Roma

Perché la proposta di governo firmata Giovanni Toti può essere laboratorio nazionale.

La Liguria non è mai stata, come oggi, centro della politica nazionale.
La vittoria di Giovanni Toti è stata, difatti, la prima, vera e grande sconfitta di Matteo Renzi.
Aprendo, nei fatti, scenari per il futuro del tutto impensabili, fino a pochi mesi fa.
Ha vinto l’idea del centrodestra proposta da Toti; la sua intuizione, nell’osservare nella divisione a sinistra la possibilità di ritrovare voti nel proprio, naturale e disperso, bacino moderato.

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